Mafia III

mafia3_news-2016-09-27

Ambientato nella New Bordeaux del 1968, questo titolo racconta la storia di Lincoln Clay e della sua crociata di vendetta rivolta nei confronti di Sal Marcano e della mafia sudista, che dopo averli aiutati a compiere un grosso colpo alla Federal Reserve, tradiscono, massacrano e derubano la mafia nera del sud di cui fanno parte Lincoln e familiari, uccidendo tutti e lasciando involontariamente in fin di vita il protagonista.
Inizia proprio qui la nostra storia, sfruttando il colpo alla Federal Reserve per introdurci alle meccaniche del gioco, un tutorial coinvolgente ma forse eccessivamente semplice come del resto è l’intero titolo, ma andiamo con ordine.
Per prima cosa ci verrà chiesto di reclutare nuovi membri per la nostra nuova “famiglia” (tra i quali si annovera un volto noto se si ha giocato a Mafia 2), mettere a ferro e fuoco le varie zone della città andando poi a prenderne il comando e smantellando pian piano l’intera organizzazione di Marcano.

nlfdolrParlando appunto della conquista della città ci troveremo di fronte ad un modus operandi uguale per tutte e dieci le zone (di cui però solo 9 conquistabili). Per ottenere il controllo di una zona dovremmo far fuori il boss mafioso a capo della suddetta, ma per farlo uscire allo scoperto prima dovremmo far fuori i suoi due luogotenenti, che a loro volta per farsi trovare prima dovremmo danneggiare il loro Racket di appartenenza, causando un numero variabile di danni dai 30000 ai 100000 dollari. Operazione tediosa, soprattutto perchè ogni volta dovremmo prima interrogare gli informatori per poi andare a commettere qualche omicidio e a distruggere qualche magazzino, niente di più niente di meno.
Il titolo vanta inoltre un grande numero di missioni secondarie, che andranno ad incrementare i Racket dei nostri alleati, che in cambio ci forniranno potenziamenti e aiuti più o meno utili, anche se purtroppo estremamente ripetitive, nessuna di queste la ho trovata entusiasmante o anche solo divertente da fare il che mi ha portato a provarne una per tipo per poi abbandonare completamente questa tipologia di missioni nel gioco.

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A livello di gameplay e game design il titolo presenta diverse falle, mappe ripeitive e una difficoltà eccessivamente facile anche a livelli di difficoltà elevati, causa anche una IA estremamente deficitaria. La maggior parte delle missioni in gioco si potranno risolvere standosene al riparo dietro una porta, fischiando per attirare i nemici che uno a uno, anche se circondati da cadaveri, si avvicineranno comunque senza il minimo sospetto, finendo inevitabilmente massacrati con il colpo letale melee [Q]. A facilitare ulteriormente è anche l’imbarazzante recupero della salute che si ricaricherà quasi completamente nel giro di pochi secondi, a meno che non facciamo i Rambo della situazione lanciandoci a capofitto nel covo nemico senza cercare un riparo.
I collezionabili sono uno degli aspetti che ho apprezzato di più del titolo, avremo modo di collezionare nel gioco numeri dell’epoca di Playboy, Hot Rod, dipinti di Vargas, poster di propaganda comunista, Redent, e copertine dei vinili dei maggiori successi dell’epoca.
I punti di forza principali del titolo sono la trama, la scelta registica delle cutscene e la colonna sonora.
Partiamo da quest’ultima: 1968, e basterebbe dire solo questo. Alla radio quando guideremo e durante alcuni filmati del gioco potremmo ascoltare i grandi successi rock dell’epoca tra i quai The Doors, Jhonny Cash, The Animals, James Brown, The Beach Boys, Jimi Hendrix, Ramones, Rolling Stones, Jefferson Airplane e molti altri ancora.

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Per quanto riguarda la trama, sebbene sia una storia abbastanza classica di vendetta, riesce a creare nel giocare un certo feeling, soprattutto grazie al carisma e alla spettacolarità delle azioni del protagonista (almeno durante le cs della storia principale). La storia è ben congeniata e pure il modo di narrazione scelto, quello di raccontare l’intera storia tramite un racconto di altri personaggi, è interessante e la cosa funziona. Ottimo anche il contesto storico in cui è ambientata, protagonista afroamericano in uno dei periodi più bui per quanto riguarda il razzismo e la diffusione di gruppi armati appartenenti al KKK, anche se poteva essere sfruttata di più.

Tuttavia tirando le somme tra aspetti positivi e negativi, a mio parere, il gioco raggiunge appieno la sufficienza ma non riesce a spiccare il voto lasciando il segno, le mancanze per quanto riguarda il gioco di per sè non possono essere ignorate. Non è stato divertente, tutta quella parte di gioco che ti conduce al filmato figo risulta noioso, ripetitivo e non ti lascia niente, ho fatto veramente fatica a portarlo a termine e ammetto di essere stato tentato più volte di abbandonarlo.
Un’opportunità sprecata. Penso sia il modo più corretto per definirlo. Un vero peccato, perchè come appena descritto il titolo aveva tutte le carte in regola per spaccare di brutto.

Marco, TheEviPhoenix

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