DEATH STRANDIG’ S CHRONICLES

EPISODIO 1

DEATH STRANDIG’ S CHRONICLES

PREMESSA: QUESTA E’ LA STORIA DEL MIO SAM,  RACCONTATA ATTRAVERSO CIO’ CHE HO PROVATO NEL CORSO DELLE MIE SESSIONI DI GIOCO. VI COMUNICO CHE CI SARANNO SPOILER A RUOTA LIBERA ED IN ORDINE CASUALE, PERCIO’ CHI NON VOLESSE SAPERE NULLA DEL TITOLO PUO’ TERMINARE LA LETTURA E TORNARE UNA VOLTA VISTI I TITOLI DI CODA PER CONDIVIDERE L’ ESPERIENZA ME E CON LA COMUNITY. PER TUTTI GLI ALTRI, BUONA LETTURA.

VIDEOGIOCARE….alle volte mi fermo a pensare al significato che ha per me questa parola, ed immancabilmente piombo nei ricordi: c’e a chi accade con un oggetto, un sapore o un  profumo, a me succede con le console. Era il 1983, quando trovai sotto l’albero di Natale un fiammante Intellivision e ne rimasi folgorato: quell’ oggetto a me sconosciuto, segnò per sempre la storia delle mie passioni; oggi ho 41 anni, e di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma quel sacro fuoco non si è mai spento, anzi, da buon padre di famiglia cerco di tramandare il mio sapere ai miei 2 discepoli…. 

Quello che cerco da sempre in un gioco è ciò che solo questo medium ti può dare, ovvero una commistione di  varie esperienze: una storia appassionante, una colonna sonora evocativa ed emozionante, un comparto tecnico all’ avanguardia espressione delle più recenti tecnologie, ma soprattutto l’ IMMERSIVITA’. Questa è la caratteristica che differenzia i videogiochi da ogni altro tipo di prodotto in commercio, ovvero il poter vivere ogni esperienza coi propri occhi e con le proprie mani, plasmandola in tempo reale a  seconda delle proprie capacità  e desideri. Non sempre questo accade in maniera perfetta, ma quando un autore riesce nell’ intento, allora ci si trova davanti ad una esperienza senza eguali: e questa volta è successo!

Mi chiamo Sam Porter Bridges e sono nato il 25 Maggio, mia madre Bridget Srand è la presidentessa in carica di quello che resta dei vecchi Stati Uniti, ed è anche a capo della Bridges: una delle più quotate aziende di corrieri che operano in questo mondo fuori di testa. Non so nulla di come andassero le cose “prima”, quando il Death Sranding non era ancora avvenuto, qualcuno ha provato a raccontarmelo ma mi sembra tutto talmente lontano e diverso che fatico anche solo ad immaginarlo. Comunque,  mia madre ha bisogno di me ed anche se l’idea non mi fa sobbalzare di gioia, non posso tirarmi indietro. Mentre mi stavo dirigendo da lei ho avuto un piccolo disguido: la Cronopioggia mi ha colto di sorpresa facendomi perdere il controllo della mia fidata moto, che è caduta in un crepaccio. Cazzo, ho anche disperso tutto il carico, ma questa non è stata la cosa peggiore: ho trovato riparo in una grotta e tutto andava per il meglio quando una Creatura Arenata(CA) mi ha sentito, e sarebbe finita davvero male se non fosse stato per Fragile. Anche lei ha le Dooms, addirittura più sviluppate delle mie: lei quelle “cose” le può vedere davvero mentre io,  posso solo sentirle. Ad ogni modo, abbiamo tenuto la bocca chiusa e siamo rimasti fermi come statue di sale: lei ci ha scrutato, quasi sfiorato e poi è finalmente se ne è andata. Passato il pericolo mi sono sistemato ed ho raccolto la foto che era caduta dalla mia tuta, ma ormai nera tardi: la cronopioggia l’aveva rovinata per sempre. Fragile, dal canto suo, aveva aperto l’ombrello che usava come protezione, poi mi ha chiesto di unirmi al suo gruppo di corrieri e mi ha offerto un Criptobionte per rimettermi in sesto; ho declinato entrambe le offerte: amo restare per i fatti miei e la mia malattia ha accentuato il mio istinto ad isolarmi. Anche questa era passata ma dovevo recuperare il mio prezioso carico, quindi mi misi di buona lena a cercarlo: il terreno era leggermente scosceso e pieno di rocce che mi facevano perdere l’equilibrio. Cercai  senza sosta le mie valigette e, nel contempo, ne trovai altre appartenute a qualche collega più sfortunato di me( è dovere di un buon corriere aiutare i colleghi e portare ogni carico smarrito a destinazione ). Raggiunsi finalmente Capital Knot City, consegnai i mie pacchi e feci il mio primo incontro con Mama ( l’ esperta di tecnologia della Bridges ); a quel punto avevo portato a termine il mio lavoro nel miglior modo possibile. Uscito fuori sentii una voce robotica che mi intimava di portare a termine un incarico speciale e di alta priorità: Che palle, non avevo già fatto abbastanza..?.? Stavo ancora imprecando quando vidi arrivare un furgoncino. Igor, questo era il nome dell’ addetto allo smaltimento cadaveri della Bridges, era talmente agitato che provò perfino a darmi la mano(ovviamente non feci nemmeno un movimento) e poi mi spiegò il lavoro: portare un cadavere all’inceneritore locale prima che si “trasformasse” in un cratere e creasse un  altro disastro di proporzioni bibliche. Lavoro semplice e pulito ma servivano le mie Dooms per capire quanto tempo ci restava prima dell’esplosione; avevo appena finito l’analisi che la maledetta cronopioggia cominciò a cadere. Questa volta però  era diverso, sentivo che qualcosa non andava e l’ esagerata agitazione del Bridget Baby (BB) di Igor confermò i mie nefasti presagi. Il cielo divenne scuro e tempestoso e comparvero le CA che attaccarono e distrussero il nostro veicolo,  ma non solo…. Una figura con una maschera da teschio ci apparve davanti: quello fu il mio primo incontro con Higgs! Lui era in grado di manovrare le CA a suo piacimento!( cosa che non avevo mai visto fare da nessuno prima) e le scatenò contro di noi. Prima presero il conducente del veicolo e lo trascinarono giù nella loro melma nera, poi vidi Igor che, terrorizzato, cercava di suicidarsi con la sua pistola;  ma la CA fu più veloce e lo prese. Poi provò a prendere anche me,  ma riuscii a farla franca  anche se quello che vidi mi lascio senza fiato: un enorme figura umanoide si stagliava all’ orizzonte in maniera minacciosa. Dopo aver salvato il BB di Igor persi conoscenza e mi risvegliai nudo in una “spiaggia”: accanto a me c’era un neonato piangente attaccato ad un cordone ombelicale nero, lo raccolsi e lo strinsi forte a me, piansi,  poi sentii il mare incresparsi e lui sparì lasciando sulla mia pelle impronte nere di piccole manine; fu allora che alzai gli occhi al cielo e vidi 5 figure fluttuanti che sembravano interessate a me, poi sentii la voce di Amelie cantare London Bridge: lei mi passò accanto inguainata nel suo vestito rosso fuoco e si diresse verso il mare aperto. La seguii ma sprofondai senza motivo e guardando verso l’alto vidi centinai di corpi galleggiare su pelo dell’acqua come fossero morti. Persi nuovamente conoscenza e fu in quel frangente che LO vidi per la prima volta: un uomo distinto con una giacca beige e camicia nera, parlava con un BB in maniera concitata( pensai subito che si rivolgesse a quello di Igor, che ora avevo attaccato al mio cordone, mai idea fu più sbagliata….). Riaprii gli occhi e mi trovai nuovamente nel punto dell’incidente e davanti a me vidi un cratere gigantesco, poi piombai ancora nel buoi più totale e al mio risveglio ero ammanettato ad un letto in una stanza quasi asettica e davanti a me vidi l’ imponente figura di Deadman: il medico legale della Bridges…..

Fine Parte 1

CONTINUA…..

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