Rieko Kadamura

S

e i cieli dei videogiochi della Sega hanno quel blu particolare, se sono così belli, forse lo dobbiamo proprio a lei, a Rieko Kadamura.

Tra gl’anni ‘80 e ‘90 Kadamura ha reso Sega la temibile rivale di Nintendo.

Entrata negli uffici della grande S nel 1984, grazie ad un amico che lavorava già lì dentro, Reiko fece relativamente presto carriera. Anzi, considerando la società giapponese e il ruolo della donna  dentro un’azienda, si può dire che l’ascesa della carriera di Rieko dentro Sega fu fulminante.

Alla futura “First Lady of RPGs” (come la nomino in seguito la rivista Nintendo Power) piaceva la grafica pubblicitaria. Tra tutte le sue passioni, dopo gli studi, decise presto di lanciarsi nel mondo della pubblicità. Ed è proprio per occuparsi della progettazione grafica che venne assunta in Sega. Ma non passò molto che la sedia della giovane Rieko (sedia e tutta la scrivania) si spostò nel dipartimento di sviluppo dei videogiochi. Si sà come vanno queste cose, per sbaglio un collega che sta lavorando ad un nuovo videogioco dimentica la sua penna sulla tua scrivania. L’educazione giapponese impone che gliela si vada a riportare immediatamente. Entri nel dipartimento di sviluppo, dai una sbirciatina, azzardi qualche consiglio per rendere il gioco più divertente, abbozzi su un tovagliolo un personaggio nuovo da inserire e non è neanche arrivata la pausa pranzo che il tuo nuovo impiego dentro Sega è di creare videogiochi.

In quegl’anni i tempi di sviluppo erano brevissimi. Rieko lavorava a cinque o sei videogiochi contemporaneamente in un anno. Appariva nei crediti dei suoi lavori con il nome di “Phoenix Rie”, questo perché all’epoca la Sega non permetteva agli sviluppatori di mettere i loro nomi reali. Ma Rieko si fece notare subito. Come primo lavoro (così giusto per scaldarsi) disegnò Champions Boxing di Yu Suzuki. Come se al primo giorno di lavoro in Ferrari ti incaricassero di disegnare la nuova testa rossa. Poi fu la volta di Princess Ninja e poi di disegnare un certo Alex Kidd, videogioco che fece la storia, ma sopratutto un personaggio che venne subito scelto da Sega per tentare di rivaleggiare Super Mario. Come tutti sappiamo non ci riuscì, Nintendo sorrise, Mario era troppo forte per essere battuto. Anche il solo pensiero di creare un personaggio più iconico era impenssabile. Nintendo rise è vero, ma ebbe un brividino lungo la schiena. La ragazza era brava, anche la grande N se n’era accorta, era solo il primo round e allo scontro successivo Rieko salì sul ring con un nuovo velocissimo combattente, un certo porcospino blu di nome Sonic.

Questa volta Nintendo accusò il colpo.

Rieko Kadamura ormai era una leggenda vivente. Passava da un genere all’altro sfornando capolavori. Giochi d’azione, sparatutto, strategici, platform, non erano un problema per lei. Enix e Nintendo chiamavano il maestro Akira Torijama per disegnare un gioco di ruolo di successo? Niente paura, Sega aveva già la sua Rieko Kadamura in casa per disegnare Phantasy Star.

Un talento così esplosivo che presto la trasformò, da prima a regista e successivamente in produttrice di videogiochi. Ruolo che ricopre ancora oggi dentro Sega.

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